COMPRESSORE
Il compressore è il cuore del sistema e
la sua funzione è quella di comprimere il fluido refrigerante e
portarlo ad alta pressione riscaldandolo.
In genere si tratta di un compressore come quello che tutti conosciamo
per comprimere l’aria, che cioè usa un pistone mosso da alberi
a gomiti per effettuare un moto alternativo in due fasi, aspirazione e
compressione.
Da qualche tempo hanno cominciato a diffondersi anche compressori di tipo
rotativo a palette o Sroli in cui il meccanismo mediante il quale si ottiene
la compressione è diverso ma identica la funzione.
IL grande vantaggio dei compressori rotativi rispetto a quelle tradizionali
è la assenza di movimenti alternativi e quindi di vibrazioni; dunque
silenziosità ed assenza di vibrazioni sono le caratteristiche vincenti
di questi compressori per cui il loro uso si sta diffondendo enormemente.
Vediamo ora quello che succede all’interno del
compressore nel suo funzionamento e quali sono le sue particolarità.
-Questo meccanismo è nato per comprimere
dei gas e quindi non può assolutamente tollerare che vi sia del
liquido (i liquidi sono notoriamente incomprimibili) pena la rottura.
-E’ necessario che vi sia una lubrificazione e quindi dell’olio lubrificante
deve essere presente in quantità opportuna.
-Di qualsiasi tipo sia il compressore rotativo o alternativo, nel suo
funzionamento espelle piccole quantità di olio insieme al gas compresso,
pertanto si ha un impoverimento continuo della quantità di lubrificante
presente; se questo non viene recuperato in qualche modo si arriva presto
alla impossibilità di lubrificazione e fatalmente al grippaggio
del compressore.
-Il gas, nella compressione, si riscalda tanto di più quanto più
è il rapporto di compressione, cioè il rapporto tra la pressione
del gas in uscita e quello in entrata (in questo caso tipicamente siamo
sul 4:1 cioè 15 bar in uscita e 4 in entrata) fino a temperature
di 100°C avendo in ingresso non più di 7-10°C. Si vedrà
che questo rapporto di compressione non è fisso ma può variare
al cambiare di altri parametri di funzionamento di conseguenza può
accadere che si vada a rapporti di compressione talmente alti da far raggiungere
al gas temperature di scarico superiori a 130°C con inconvenienti
all’olio che vedremo più avanti e soprattutto con un assorbimento
di potenza dal motore elettrico che muove il compressore superiore alla
potenza erogabile; conseguenza finale, bruciatura degli avvolgimenti del
motore. In breve le condizioni del gas all’aspirazione del compressore
sono all’incirca: temperatura7-8°C, pressione 4-5bar;; le condizioni
dello scarico sono: temperatura 100-110°C, pressione 15-18bar.
Si è visto in precedenza che l’olio ha una funzione importantissima
per il compressore e le sue particolari caratteristiche che lo rendono
adatto al circuito frigorifero sono:
-Deve rimanere fluido anche a bassissime temperature
(es. -40°C)
-Deve resistere fino a temperature di 120-130°C senza alterazioni.
-Deve essere miscibile con il liquido refrigerante in fese liquida e non
deve reagire con esso.
-Non deve essere aggressivo con i materiali normalmente usati per la costruzione
dei circuiti quali rame. Alluminio ecc.
-Deve essere elettricamente isolante poiché viene in contatto con
gli avvolgimenti elettrici del motore.
-Non deve essere tossico o nocivo alle persone che casualmente vengono
a contatto con esso.
Quindi è richieste una gamma di prestazioni molto ampia che un
normale olio lubrificante da motore o per uso automobilistico non avrà
mai; infatti questi oli sono veramente speciali e non devono in alcun
modo essere miscelati con lubrificanti di altro tipo.
CONDENSATORE
Il condensatore è uno scambiatore di calore, ed è costruito
in modo che vi sia il miglior scambio di calore tra l’interno e l’esterno
o meglio tra il fluido che scorre all’interno e quello che scorre all’esterno
(aria).
All’interno di questo apparecchio avviene un cambiamento di stato come
quello di cui si è parlato in precedenza e più precisamente
in refrigerante, nel nostro caso R22, allo stato gassoso cede calore all’esterno,
quindi si raffredda riscaldando il fluido che c’è dall’altra parte
(aria) fino al punto in cui inizia la sua trasformazione il liquido e
continua a cedere calore calore all’esterno fino a quando questo processo
non si è compiuto.
Naturalmente se per una qualsiasi ragione il fluido esterno non è
più in grado di ricevere calore il processo si arresta immediatamente(per
esempio se si ferma il ventilatore che fa passare aria nello scambiatore).
In questo apparecchio dunque entra refrigerante ad alta temperatura (più
di 100°C) ed alta pressione ed esce refrigerante liquido a media temperatura
(mediamente circa 40°C) ed alta pressione (circa 15atm).
Questo apparecchio è concettualmente identico al condensatore e
con funzione esattamente simmetrica; qui infatti il liquido compie la
trasformazione inversa, cioè passa da liquido a vapore assorbendo
calore dall’esterno e raffreddando il fluido che passa dall’altra parte
della parete (aria).
Anche qui il funzionamento si arresta se viene
meno la capacità del fluido esterno di cedere calore per esempio
perché cessa il suo passaggio attraverso l’apparecchio.
Qui il refrigerante entra a bassa pressione e bassa temperatura allo stato
liquido ed esce a bassa pressione (circo 4atm), bassa temperatura (+2°C)
ma allo stato gassoso.
ORGANO DI LAMINAZIONE
Concettualmente possiamo pensare ad in rubinetto con un passaggio molto
stretto attraverso cui il refrigerante liquido schizza nella sezione del
circuito a bassa pressione; il foro è fatto in modo da mantenere
le giuste pressioni a valle e a monte permettendo il passaggio della giusta
quantità di liquido.
E’ solitamente collocato nell’unità esterna.
FUNZIONAMENTO
Il funzionamento del circuito frigorifero è
semplice dal punto di vista concettuale ma lo è molto di meno nella
pratica perciò quello che segue è una descrizione a grandi
linee di quello che avviene in un climatizzatore e non ha la pretesa di
essere ne precisa ne esauriente.
Il compressore comprime il refrigerante gassoso a bassa temperatura e
pressione (es. +5°C, 4bar) e lo porta , sempre come gas ad una alta
temperatura e pressione (es. 16bar, 100°C).
Da questo punto il gas viene inviato al condensatore tramite delle tubazioni
di rame ed in questo apparecchio avviene prima il raffreddamento fino
a circa 40°C e poi il cambiamento di stato da gas a liquido a spese
dell’aria esterna che viene riscaldata.
In questa fase viene ceduto il calore latente di
condensazione ad un fluido esterno più freddo; arie nel nostro
caso.
Dopo il condensatore il refrigerante, ormai liquido, ma sempre ad alta
pressione, passa attraverso l’organo di laminazione, che nel nostro caso
è un capillare o un Accurater passando in questo modo da alta (15
bar) a bassa pressione (4 bar) ma sempre allo stato liquido.
Il liquido a bassa pressione e bassa temperatura (4bar, +2°C) asce
dall’unità motocondensante e viene portato, tramite le tubazioni
di collegamento all’unità interna dove è posto l’evaporatore.
In questo evaporatore avviene il fenomeno della evaporazione a bassa pressione
e bassa temperatura (poco meno di 4bar -+2°C), per passare allo stato
di vapore il liquido bolle assorbendo calore, e quindi raffreddando il
fluido con cui viene messo a contatto attraverso le pareti dello scambiatore
(evaporatore) e cioè l’aria della stanza che viene in questo modo
raffreddata.
Il refrigerante deve completamente trasformarsi in gas in questo evaporatore
e pio, attraverso la tubazioni di collegamento, percorse questa volta
in senso contrario, torna al compressore; è immediato pensare che
se tornasse del liquido al compressore avremmo un immediata rottura dello
stesso.
In pratica del calore viene assorbito dal refrigerante che raffredda l’aria
interna evaporando a bassa pressione e bassa temperatura; il refrigerante
pio spinto dal compressore nel condensatore cede il calore all’aria esterna.
Volendo fare un paragone si potrebbe assimilare il sistema ad una pompa
che aspira acqua dalla cantina e la riversa al primo piano, in cui la
resa del climatizzatore è in finzione della temperatura esterna
ed interna.
Volendo fare un paragone si potrebbe assimilare
il sistema ad una pompa che aspira acqua a basso livello (per es. da una
cantina) e la riversa ad un livello più alto (per es. al primo
piano). In un impianto di questo tipo la portata della pompa (a parità
di potenza) dipende dalla prevalenza del circuito, cioè dalla somma
delle perdite di carico e dalla differenza di livello tra aspirazione
e mandata; per eempio più alto è il livello a cui l’acqua
deve essere mandate e più bassa è la portata.
Un circuito frigorifero funziona in modo analogo,
infatti aspira calore a bassa temperatura (basso livello energetico) e
la restituisce ad alta temperatura (livello energetico maggiore) tanto
più grande è la differenza tra i due livelli, tanto minore
è la “portata” cioè la quantità di calore aspirata
in bassa temperatura e restituita all’aria.
Si può ora parlare del coefficiente di rese EER (energy-efficiency-ratio)
intendendolo come effetto raffreddante ottenuto su energia consumata,
(Frig/KW) e notare come questo coefficiente dipenda proprio dallo coppia
delle temperature scelte, e quindi la comparazione tra due coefficienti
possa essere fatta solo dopo aver assodato che le condizioni di riferimento
sono identiche. La stessa macchine rende 3000 Frig/h se ci poniamo nelle
condizioni previste dalle Norma ISO, e 3500 in altre condizioni.
Se si rovescia ipoteticamente il climatizzatore e cioè si pone
l’evaporatore all’esterno ed il condensatore all’interno, si ha un effetto
raffreddante fuori ed riscaldante all’esterno, giusto quello che fa comodo
in inverno. (In realtà non si smonta il condizionatore e si rimonta
al rovescio, ma con una valvola a 4 vie si invertono i flussi del refrigerante).
Questa è la ragione per cui si parla anche di pompe di calore riferendosi
a climatizzatori che sono in grado, nella stagione invernale di prendere
una certa quantità di colore dall’aria esterna a bassa temperatura
e cederla all’aria intera ad alta temperatura. |